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dai GIORNALI di OGGI

il presidente della cei: "la Chiesa non si lascia intimidire"

"Misura e sobrietà per i politici"

Bagnasco: "Lo impone la Costituzione.

Biotestamento, non si stravolga il testo del Senato"

2009-09-22

Cardinale Bagnasco:

"l'etica sociale e individuale non sono divise"

"Degrado politico, manca la qualità"

Il presidente della Cei: "Trascurata la famiglia e

le conseguenze le pagano i più giovani"

2009-09-19

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2009-09-16

CORRIERE della SERA

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2009-09-22

il presidente della cei: "la Chiesa non si lascia intimidire"

"Misura e sobrietà per i politici"

Bagnasco: "Lo impone la Costituzione. Biotestamento, non si stravolga il testo del Senato"

Angelo Bagnasco (Ansa)

Angelo Bagnasco (Ansa)

ROMA - Esalta il ruolo della politica, incoraggiando "i giovani e l'intero laicato" a dare il proprio contributo in questo "campo di missione irrinunciabile e specifico". Ma poi lancia l'ammonimento: "Occorre che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". Il cardinale Angelo Bagnasco affronta numerosi temi all'ordine del giorno nella relazione di apertura al Consiglio permanente dei vescovi italiani. E a proposito dei cittadini che assumono funzioni pubbliche fa esplicito riferimento all'articolo 54 della Costituzione.

CASO BOFFO - Il presidente della Cei, dopo aver sottolineato, con il Papa, "l'importanza dei valori etici e morali nella politica" a ogni livello", prende posizione anche sull'attacco del Giornale contro Dino Boffo, direttore dimissionario di Avvenire: "Ha colpito un po' tutti noi" dice Bagnasco. "La gravità dell'attacco -prosegue - non può non essere ancora una volta stigmatizzata come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a cui tutti dobbiamo tendere". "La telefonata che il Santo Padre ha avuto la bontà di farmi, per raccogliere notizie e valutazioni sulla situazione contingente, e le parole di grande benevolenza che egli ha riservato al nostro impegno - sottolinea Bagnasco - ci hanno non poco confortato". "La Chiesa è in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non può essere coartata né intimidita solo perché compie il proprio dovere" ribadisce il presidente della Cei.

BIOTESTAMENTO - Bagnasco torna anche sul biotestamento. "Il lavoro compiuto al Senato - spiega - è prezioso. La Cei auspica che la Camera non si lasci fuorviare da pronunciamenti discutibili". Accennando al tema del "fine vita", il cardinale parla di "un pronunciamento quanto meno ambiguo" giunto negli ultimi giorni, riferendosi implicitamente al giudizio espresso la scorsa settimana dal Tar del Lazio sulla direttiva Sacconi. "Attendiamo una legge - afferma Bagnasco - che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana".

IMMIGRATI - A proposito di immigrazione, il presidente della Cei ripete che "le esigenze di legalità e sicurezza dei cittadini" non possono essere disgiunte "dalla garanzia dei diritti umani riconosciuti nell'ordinamento nazionale e internazionale" agli immigrati, né possono "portare a trascurare stati di necessità e doveri da sempre radicati nel cuore della nostra gente".

STRAGE PARA' - Non poteva mancare un ricordo dei paracaduti uccisi in Afghanistan. "Profondissimo cordoglio per i sei soldati italiani caduti, vittime di un attentatore suicida" esprime nella sua prolusione. "Altri quattro soldati - aggiunge - sono risultati gravemente feriti. Oltre a questi, com'è noto, sono morti una decina di civili afgani e una cinquantina sono rimasti a loro volta feriti" e "non è esagerato parlare di strage, tanto più assurda se si pensa ai compiti assolti dalla forza internazionale che opera in quel Paese e allo stile da tutti apprezzato con cui si muove in particolare il contingente italiano". Secondo Bagnasco, "non è un caso che questo lutto, com'era successo per la strage di Nassiriya, abbia toccato il cuore dei nostri connazionali, commossi dalla testimonianza di altruismo e di dedizione di questi giovani quasi tutti figli delle generose terre del nostro Sud".

 

21 settembre 2009(ultima modifica: 22 settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

2009-09-19

bagnasco: "l'etica sociale e individuale non sono divise"

"Degrado politico, manca la qualità"

Il presidente della Cei: "Trascurata la famiglia e

le conseguenze le pagano i più giovani"

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NOTIZIE CORRELATE

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Papa: Sinodo speciale per il MO

Il cardinale Angelo Bagnasco (Eidon)

Il cardinale Angelo Bagnasco (Eidon)

GENOVA- Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei è chiaro: "Taluni fenomeni di degrado politico cui assistiamo oggi e che rivelano mancanza di progettualità e resa ad interessi di corto respiro così come recenti episodi di abbrutimento finanziario che hanno portato al collasso del sistema economico, colpendo le fasce più deboli dei risparmiatori confermano che l'etica sociale si regge soltanto sulla base della qualità delle singole persone".Un messaggio espresso in una lectio magistralis sull'Enciclica "Caritas in veritate" che si è tenuta a Genova.

FAMIGLIA E GIUSTIZIA SOCIALE - "Aver sottovalutato l'impatto della famiglia sul piano sociale ed economico riconducendola ad una questione privata, quando non addirittura ad un retaggio culturale del passato, è stata una miopia di cui oggi pagano le conseguenze soprattutto le generazioni più giovani, sempre meno numerose e sempre meno importanti". Per Bagnasco non si possono "tenere separati i temi della giustizia sociale da quelli del rispetto della vita e della famiglia". Quindi "sbagliano quanti in questi anni, anche nel nostro Paese, si sono contrapposti tra difensori dell'etica individuale e propugnatori dell'etica sociale". Perché "in realtà le due cose stanno insieme". Lo dimostra anche "la crescente consapevolezza che la questione demografica, che attiene certamente alla dinamica affettiva e familiare, rappresenti pure uno snodo decisivo delle politiche economiche e perfino del Welfare". Secondo il presidente della Cei, affrontando questi temi l'Enciclica "aiuta a far emergere un più profondo senso dello sviluppo che sa porre in relazione i diritti individuali con un quadro di doveri più ampio, aiutando così ad intendere correttamente la libertà individuale che deve sempre fare i conti anche con la responsabilità sociale".

LA VITA- Il porporato ha poi aggiunto che per il Papa "l'eugenetica è molto più preoccupante della perdita della biodiversità nell'ecosistema", così come "l'aborto e l'eutanasia corrodono il senso della legge e impediscono all'origine l'accoglienza dei più deboli, rappresentando una ferita alla comunità umana dalle enormi conseguenze di degrado".

 

19 settembre 2009(ultima modifica: 20 settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

 

2009-09-16

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2009-09-22

RETROSCENA. la scelta dei vescovi, via alla fase dell'equidistanza tra i poli

Bagnasco ha respinto la "logica mercantile" del governo sui temi etici

Cei, la svolta dell'autonomia

tramonta il feeling con Silvio

Cei, la svolta dell'autonomia tramonta il feeling con Silvio

di MASSIMO GIANNINI

La Chiesa "di base" tira un sospiro di sollievo. "È fallito il tentativo di mettere le mani sulla Cei", si dice negli ambienti dell'episcopato. Nel circuito ecclesiastico, come anche nel circo politico, c'era grande attesa per la relazione che il cardinal Bagnasco avrebbe tenuto al Consiglio permanente della Cei. Dopo il caso Boffo, la prima uscita ufficiale del porporato che guida i presuli italiani. La prima occasione formale per misurare quanto quello strappo sul direttore di "Avvenire" avesse allontanato le due sponde del Tevere (nei rapporti tra Vaticano e governo) e avesse "normalizzato" le gerarchie interne alla Chiesa (nei rapporti tra Segreteria di Stato e Cei). Le parole di Bagnasco, secondo la lettura che se ne dà tra i vescovi, non lasciano margini di dubbio. In quel "la Chiesa non si fa coartare né intimidire" c'è già tutto.

1) Sul piano delle relazioni con la politica, come si ripete Oltre Tevere, c'è la conferma che la Chiesa "considera finito il riconoscimento istintivo, pregiudiziale, nei confronti del centrodestra". Non si possono interpretare diversamente i giudizi del capo dei vescovi sul caso Boffo: "Un passaggio amaro", come l'ha definito Bagnasco, un "attacco" la cui gravità "non può non essere ancora una volta stigmatizzata". E dunque la conferma di quanto si era capito subito, all'indomani dell'operazione di killeraggio compiuta contro il direttore di "Avvenire" attraverso i "sicari" del "Giornale": "Niente sarà più come prima".

È esattamente così. E non solo la Cei non arretra, nelle sue critiche alla condotta morale di Silvio Berlusconi e all'azione politica del suo governo. Semmai rilancia. Il messaggio al Cavaliere, e al suo stile di vita non propriamente "cristiano", è netto: "Occorre che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". Il segnale al centrodestra, e alle sue pretese di trattare con la Chiesa sui temi etici come si negozierebbe con Murdoch sulle tv, è inequivoco: la Chiesa intende dare il suo contributo "in tutta trasparenza, e fuori da ogni logica mercantile".

In questo riferimento esplicito alla "logica mercantile" sta tutta la distanza che, oggi, separa il berlusconismo dalla comunità dei vescovi e dei rappresentanti di Cristo nel territorio e nelle parrocchie. La tentazione del "collateralismo", se mai c'è stata all'inizio della legislatura, è ora archiviata. "L'episcopato italiano - e questa è la novità nient'affatto scontata della relazione di Bagnasco, secondo l'esegesi di un presule vicino al cardinale di Pontevico - vuole finalmente recuperare una posizione "terza"...". Nel solco del ruinismo, che nella sua forte autoreferenzialità aveva comunque costruito un "patrimonio" culturale e pastorale non automaticamente spendibile al mercato dei "due forni" della politica bipolare. E anche a costo di alimentare indirettamente gli appetiti "terzisti" di Casini e del Grande Centro, che fanno vedere al Cavaliere i fantasmi del complotto e della destabilizzazione.

2) Sul piano dei relazioni gerarchiche interne alla Santa Sede, le parole di Bagnasco confermano quanto era già emerso all'indomani della "caduta" di Boffo. "Il braccio di ferro tra la Segreteria di Stato e la Cei su chi debba reggere le posizioni della Chiesa di fronte alla politica italiana - come sostengono fonti vaticane - si è fatto più aspro". Ma anche qui c'è un fatto nuovo: l'arcivescovo metropolita di Genova, assurto al soglio di Ruini con la "longa manus" di Tarcisio Bertone imposta sulla fronte, se n'è ormai affrancato del tutto. Questo prelato mite nato nel bresciano - si osserva Oltre Tevere - "ha tenuto e sta tenendo dritta la barra del timone della Cei". Non si è fatto imporre "lo schema di comodo" che gli aveva cucito addosso il segretario di Stato Vaticano. E ha rivendicato "la piena autonomia dei vescovi italiani". Anche nella dialettica, a volte conflittuale, con i partiti nazionali.

Una rivendicazione che affonda nel terreno della fede vissuta, più che della politica praticata. Come si sostiene in ambienti vicini all'Istituto Toniolo, "i vescovi italiani sono davvero in sofferenza: chi, nella Chiesa di Roma, parla più di Vangelo?". Una posizione "ancillare" rispetto al Pdl ha nuociuto non poco. Per questo urge "un riposizionamento". Quanto Bagnasco si sia spinto lontano, su questa linea di orgogliosa autonomizzazione dell'episcopato, lo testimoniano almeno un paio di retroscena. Il primo: venerdì scorso, come da prassi vaticana, il cardinale si è recato a Castel Gandolfo, per illustrare a Papa Ratzinger i contenuti del discorso. Qualche ora dopo la Segreteria di Stato ha fatto sapere alla Cei che avrebbe "molto gradito la cortesia" di poter prendere a sua volta "visione anticipata" della relazione. Bagnasco ha risposto picche. E Bertone ha potuto leggere quel testo solo ieri, quando è stato reso pubblico.

Il secondo retroscena. Nel suo "blog" Sandro Magister, vaticanista dell'Espresso, ha raccontato che dietro l'articolo uscito sabato sul "Giornale" e firmato Diana Alfieri - che difendeva "la giustezza della campagna di Feltri contro "l'idoneità morale" di Boffo" e accusava la Cei di aver messo "con ciò a repentaglio l'immagine della Chiesa agli occhi dei suoi stessi fedeli"" - si nasconderebbe in realtà Giovanni Maria Vian. La vera notizia, in questo caso, non è tanto il fatto che (secondo questa ricostruzione) il direttore dell'"Osservatore Romano", già protagonista di un severo attacco alla Cei e a Boffo in un'intervista al "Corsera", abbia firmato sotto pseudonimo un'altra violenta "requisitoria" contro Bagnasco e l'ex direttore di "Avvenire". Quanto il fatto che negli ambienti ecclesiastici vicini allo stesso quotidiano della Cei questa ricostruzione sia considerata "veritiera".

È il segno di quanto ormai siano compromessi i rapporti tra Segreteria di Stato e Conferenza episcopale. E di quanto Bagnasco intenda sottrarsi in via definitiva al "non expedit" imposto da Bertone. Per questo, oggi, ci sono presuli che si sentono più sollevati: "È fallito il tentativo di imporre le mani sulla Cei, e cade l'operazione di Bertone: mettere il cappello in testa ai vescovi italiani, come ai tempi di Giovanni Benelli...". Bagnasco tiene. Questa è la novità. E non è da poco, per gli attuali equilibri della Chiesa di Roma e i potenziali squilibri nella politica italiana.

(22 settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

2009-09-16

 

 

 

 

 

L'UNITA'

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2009-09-22

Bagnsco, Cei: "Chi fa politica deve avere misura e sobrietà". Caso Boffo, "un attacco alla Chiesa"

"Occorre che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda". Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, lo ribadisce nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente. "Come vescovi di questo amato Paese - afferma - sottolineiamo anche noi con il Papa 'l'importanza dei valori etici e morali nella politicà ad ogni livellò". Non c'è riferimento diretto al caso Escort-Berlusconi però il richiamo è evidente.

"La stessa memoria degli impegni solennemente assunti da ogni forza politica al momento del voto, si pone per noi su quel livello della pertinenza etica che è intrinseco ad una partecipazione vitale di tutti i cittadini alla costruzione della polis", ricorda in proposito il porporato. Una funzione di coscienza critica che obbliga la Chiesa a una assoluta coerenza: "avvertiamo necessaria - assicura infatti Bagnasco - una costante e umile verifica della condotta nostra e delle nostre comunità".

Ma nondimeno, aggiunge, "siamo consapevoli di non poterci mai sottrarre al dovere di testimoniare e annunciare la verità, ed essere cioè quel 'segno di contraddizionè rispetto allo spirito del mondo di cui parla il Vangelo". "Sappiamo pure - spiega il cardinale - che nel cuore di ciascuno sono impressi indelebili i segni della bellezza che è Dio, e dunque della nostalgia verso le cose grandi e di una sempre rinascente volontà di bene".

Proprio queste attitudini sono quelle che per Bagnasco possono "sostenere la fiducia della gente semplice, nel porre in essere ogni giorno le piccole scelte di giustizia e di carità, di impegno e di sacrificio, che spostano la bilancia del mondo".

Altrettanto importante, però, per la Chiesa è la capacità dei politici e e degli amministratori di perseguire concretamente il bene comune: è questo, per il presidente della Cei, "il criterio della reale efficacia di ogni azione politica rispetto ai problemi concreti del Paese". Infatti, "il criterio fondamentale per una onesta valutazione dell'agire politico è la capacità di individuare le obiettive esigenze delle persone e delle comunità, di analizzarle e di corrispondervi con la gradualità e nei tempi compatibili".

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, è tornato a condannare oggi l'attacco del Giornale di Vittorio Feltri al direttore di Avvenire Dino Boffo, che in seguito a questo ha presentato le sue dimissioni. "È ancora vivo in noi - dice Bagnasco aprendo i lavori del

Consiglio Episcopale Permanente - un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto ad una persona impegnata a dar

voce pubblica alla nostra comunità, ha finito per colpire un pò tutti noi: la gravità dell'attacco non può non essere ancora una volta stigmatizzata, come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a

cui tutti dobbiamo tendere".

Ribadendo che "la Chiesa è in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non può essere coartata

nè intimidita solo perchè compie il proprio dovere", in sintonia con l'invito pronunciato ieri dal Papa all'Angelus, a rinunciare ad ogni aggressività, nel suo intervento Bagnasco indica una linea di condotta ("che non va però equivocata") volta a non acuire le tensioni nel Paese e anche quelle che possono essersi create all'interno della comunità ecclesiale.

 

21 settembre 2009

 

 

 

 

 

2009-09-20

La Cei: in Italia in arrivo nuovi assetti

''Stiamo attraversando una crisi dai molteplici risvolti'' da cui potranno uscire ''nuovi assetti e inedite prospettive che matureranno in questi mesi e in questi anni''. Lo ha detto mons. Mariano Crociata, segretario della Cei ad un convegno ad Assisi.

È necessario che dal mondo cattolico arrivino alla politica "uomini retti" che contribuiscano al bene comune - ha precisato mons. rociata, sottolineando come "l'Italia stia vivendo un omento significativo e incerto".

"Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati, ma le compete un irrinunciabile dovere di annuncio, testimonianza e presenza", ha sottolienato aprendo un seminario ad Assisi.

"Non ci è concesso oggi semplicemente un "di più di etica", un qualche discorso morale", ha proseguito il segretario generale della Cei, secondo il quale "siamo invece spronati a sviluppare, in dialogo con tutte le persone di buona volontà, una nuova ed approfondita riflessione sul senso e sui fini dell'economia e della stessa vita sociale", a partire dalla consapevolezza - come scrive Benedetto XVI - che "la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica" e che "ogni riflessione culturale diventa feconda se ha il coraggio di mettere in campo e di confrontarsi con la totalità dell'umano".

18 settembre 2009

 

 

 

 

 

 

2009-09-16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2009-09-20

 

 

 

 

 

 

 

 

2009-09-16

 

 

 

 

 

 

 

 

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